Storia - SSAnnunziata

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Storia

 

La nascita e la stessa esistenza di questo luogo di culto sono strettamente legate alle vicende della Congrega dei Pastori, esistente forse già dal 1584, che la volle costruire e intitolare alla Vergine dell’Annunciazione.
Ufficialmente il sodalizio venne riconosciuto il 10 giugno 1605. Questa data è anche incisa sull’architrave della porta di accesso assieme a quella del 1932, anno del restauro della facciata.
I padri fondatori della Congrega furono 47 pastori, particolarmente devoti all’Annunziata. Il suo statuto prevedeva
che i componenti si dedicassero alle opere di carità e di pietà, avessero il diritto di essere sepolti in chiesa e si desse la possibilità di farne parte a individui di entrambi i sessi. La Congregazione poteva contare su un cospicuo patrimonio costituito da beni immobili e animali.
Con le prime rendite completa nel 1613 il pavimento fatto di basole di pietra locale, quelle usurate o spaccate saranno sostituite nel Settecento con l’apertura di diverse sepolture.
Nelle Sante Visite del Seicento, la chiesa viene indicata come ubicata nel planictio S. Marci, l’antico luogo dove si svolgeva fin dal Medioevo l’omonima fiera.

La ricchezza derivante dall’oculata amministrazione delle rendite di proprietà della Congrega (nel 1667 ascendeva a ben 3000 ducati), gli affitti
delle masserie e dei terreni, l’allevamento delle pecore, il commercio della lana, della carne e dei derivati del latte condusse i confratelli a pianificare nel secolo successivo l’ampliamento e l’abbellimento della chiesa.
Si ripara il tetto, si commissionano dipinti, si realizzano le cappelle laterali, si decora l’interno con stucchi a motivi floreali secondo il gusto rococò del tempo.

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